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Immagine della città .2

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Evento organizzato da AIDIA-Associazione Italiana Donne Ingegneri, dal titolo “Immagine della città”, che si terrà a Cosenza il prossimo 6 ottobre a partire dalle ore 9:00, per la seconda edizione. La giornata di studi, che vedrà coinvolti amministratori, ricercatori e professionisti mette al centro della discussione il futuro della Città come sfida per attivare azioni, dialoghi e collaborazioni tra i diversi attori per la costruzione della città inclusiva e sicura. Nella strutturazione dell’evento verrà dato ampio spazio ad approfondimenti tecnici su temi come il rischio sismico, il rischio idrogeologico, la città sostenibile e i cambiamenti climatici.

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RI-COSTRUZIONE

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Ìnsito, abitare un luogo non è una scelta casuale, significa fare un patto con la natura e le risorse di quel luogo, per costruire il futuro che è fatto anche di sogni, di speranze, di felicità. Partire da qui per combattere lo sradicamento, non solo fisico ma anche quello dell’anima, per contrastare il dimenticare e l’improvvisazione. “Que votre sentiment seul vous guide. Seulement, comme nous ne sommes que de simples mortels, nous sommes sujets à l’erreur: écoutez les observations; mais ne suivez que celles que vous comprendez et qui doivent se fondre dans votre sentiment” (JB Corot).

Facebookaidiatrieste1 e 2 luglio 2017

Visita di AIDIA ITALIA nei luoghi colpiti dal sisma 2016: Arquata del Tronto, Capodacqua, Pretare, Pescara del Tronto, Castelluccio, Trisungo, Camerino.
Immagini, Parole, Emozioni, Speranze, Riflessioni, Tecniche, Emergenze, Natura, Comunicazione, Saperi, Strategie, Opportunità, Scelte, Collaborazione, Partecipazione, Buoni Propositi, Ricostruzione.

Comune di Arquata e le sue frazioni: i luoghi attendono, le persone attendono. A quasi un anno dalla prima forte scossa, nei luoghi devastati dove la natura continua incessantemente a vivere, dove l’acqua scorre, i fiori sbocciano, le api volano, anche l’umano attende trepidante il poter accarezzare ciò che resta del rifugio che è suo e lo è stato per i suoi avi e di tutta la comunità. Bisogna agire, prima che tutto vada perduto, con coraggio e determinazione, oltre la paura, a riprendere e recuperare ciò che rimane e rimetterlo in vita, senza nascondere le sue cicatrici e le sue rughe. Necessariamente, come non mai, dobbiamo avere le idee chiare e condivise, con cui affrontare le macerie, trasformarle in materiale necessario a creare nuovi innesti e nuovi linguaggi. Dobbiamo rendere attuabile, prima possibile, l’architettura per la gente! I ruderi, tutti quelli che possiamo ancora trattenere, E SI DEVE FARE PRESTO, devono diventare le opportunità: le rughe e le protesi vanno mostrate insieme! E questo è l’unico modo per trattenere la memoria e l’identità, quei lacerti di pietre saranno i compagni di viaggio e gli amici del futuro di queste terre magnifiche e dei loro tesori non replicabili. Questo significa seguire la natura e il tempo, e anche capire che non siamo infallibili, che dobbiamo rispettare le regole – e non solo quelle nostre – ma anche quelle del mondo! Dobbiamo conservare l’eredità storica dei nostri borghi e delle loro case, con tutto il fascino che il tempo rivela, inventando nuove funzioni e contaminazioni espressive, giocare con la solida impronta che potrà rimanere viva solo se gli abitanti torneranno a casa. Il valore delle cose è proprio questo, conservare e innestare, aggiungere con garbo e intelligenza senza alterare le qualità spaziali e dimensionali, valorizzare il costruito storico nella identità e specificità, senza volgarizzarlo o svilirlo, e renderlo partecipe dl tempo che stiamo vivendo mettendo in mostra i nostri fossili necessari per l’emancipazione delle nostre vite, e per preservare il capitale umano che è la grande Bellezza d’Italia.